Reggio Calabria
 

La manifestazione unitaria dei Sindacati a Reggio Calabria (dopo 47 anni): “L’Italia è una, il Governo ci ascolti”

Manifestazione Reggio Calabria  22giugno3"Ce l'abbiamo fatta. Lo dico dal profondo del cuore e dedichiamo questa giornata bellissima al lavoratore caduto sul posto di lavoro a Gioia Tauro. Qui da Reggio Calabria lanciamo al Governo un messaggio unitario: l'Italia e' una e una sola e pretendiamo di essere ascoltati". Lo ha detto la segretaria della Cisl Annamaria Furlan, nel suo intervento nel corso della manifestazione su lavoro e Sud a Reggio Calabria. "Siamo venuti qui a Reggio - ha aggiunto - perche' e' un luogo simbolo di un Sud che fatica ma che ha voglia di riscatto. Il Governo dunque cambi direzione poiche' il Mezzogiorno continua a essere dimenticato. Sia nella legge di bilancio che nel Decreto crescita c'e' davvero molto poco per il Sud, che non ricevera' piu' dello 0,1% del Pil. Questo e' un Governo fantasma, non indica soluzioni e si appiglia a questioni del momento, mentre le condizioni di vita delle persone peggiorano sia al Sud che nel Nord del Paese, con la stagnazione dell'economia con gli oltre 160 punti di crisi al vaglio del Ministero del Lavoro.

Nel Sud aumentano la dispersione scolastica, l'illegalita' diffusa, i caporalati, i morti sul lavoro. Questo e' il triste primato di una grande parte del Paese ed e' su questo che vogliamo impegnare seriamente il Governo per conoscere progetti di sviluppo del Mezzogiorno. E diciamo anche basta alle continue polemiche con l'Europa, che pur vogliamo diversa e piu' solidale, senza la quale l'Italia arretrerebbe. Altro che mini bot: qui ci vuole piu' legalita' e piu' lavoro ed invece si aumenta il debito pubblico e nulla si fa per rimettere in moto il Paese, a crescita zero". "Il Governo dunque - ha detto ancora il segretario della Cisl - riconosca di avere sbagliato e la finisca di inventarne una al giorno anziche' impegnarsi per dare risposte e dire che tipo di Paese ha in testa. Perche' l'unica percentuale in crescita, soprattutto nell'ultimo anno, e' quella dei poveri. E per riavviare i consumi, anziche' parlare di flat tax, un provvedimento iniquo che avvantaggia solo chi piu' ha, abbassiamo le tasse sul lavoro. La deregolamentazione, che e' l'idea di fondo del decreto sblocca cantieri, rischia di provocare lavoro nero e piu' insicurezza sui cantieri, insieme ad una massiccia infiltrazione della criminalita' organizzata nei grandi lavori pubblici. Senza legalita' non c'e' progresso".

La flat tax "e' iniqua, perche' avvantaggia per definizione chi ha di piu'. Ma e' anche sbagliata perche' per sostenere i consumi bisogna creare lavoro e aumentare i salari. Non si inventino cose diverse. E avrebbe anche una ricaduta territoriale molto sbilanciata. Ed il sud sarebbe ancora una volta penalizzato". E' quanto afferma la segretaria generale della Cgil, Annamaria Furlan a Reggio Calabria, sottolineando: "Il governo e' colpevole", e' "inerte" , "smettiamola di cercare capri espiatori attraverso armi di distrazione di massa".

"Cosa fa il governo per le morti sul lavoro? Fa cassa, col decreto crescita, diminuendo i contributi Inail che servono per la sicurezza, la prevenzione, il risarcimento degli infortuni sul lavoro; il governo fa cassa sulla sicurezza mentre ogni giorno gli incidenti sul lavoro sembrano un bollettino di guerra". Così ancora Furlan. 

"Vogliamo dare un consiglio al premier: non usi gli utili della Cassa depositi e prestiti e della Banca d'Italia per far quadrare i conti. Quei soldi devono servire per fare investimenti e creare lavoro e per cambiare la politica economica di questo Paese". Lo ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini nel comizio conclusivo della manifestazione nazionale per il Mezzogiorno promossa da Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria. "Conte - ha aggiunto Landini - a inizio 2019 aveva detto che questo sarebbe stato un anno bellissimo. Forse per lui, perche' nessun altro se n'e' accorto. Anzi, corriamo il rischio dell'infrazione europea, aumenta la poverta' relativa e non e' risolta la precarieta'".

"Il 50% della ricchezza del Paese e' nelle mani del 10% della popolazione. Non abbiamo bisogno di condoni, serve una lotta vera all'evasione fiscale. Nel nostro Paese le tasse sono troppo alte per chi le paga. E a pagarle sono i lavoratori e i pensionati. E' a loro che vanno abbassate".

"Da qui la mobilitazione non finisce - ha aggiunto - ma riparte la lotta nel Paese fino a quando non avremo ottenuto la modifica della politica economica del Governo. Noi non siamo qui per dividere il Paese e siamo anche contrari all'idea che le persone si debbano per forza spostare dal luogo in cui vivono o sono nate. Ribadiamo che l'autonomia differenziata e' una follia anche perche' gia' oggi ad esempio la sanita' non e' uguale in tutto il Paese, gia' oggi non c'e' un sistema industriale adeguato, gia' oggi la situazione universitaria e' diversa da una zona all'altra dell'Italia". "Nel Mezzogiorno - ha sostenuto ancora Landini - c'e' assoluta necessita' di lavorare ad una politica di sistema per quanto riguarda l'ambiente, il turismo e la cultura. C'e' bisogno di capire e di valorizzare. A nostro avviso pero' questo Governo non va da nessuna parte e ci porta semplicemente a sbattere un'altra volta, cosi' come abbiamo detto piu' volte in passato, perche' quando le cose sono complesse, cosi' come accade adesso, si deve avere l'umilta' di capire che da soli non ce la si puo' fare. Un Paese come il nostro non lo cambi perche' arrivano i fenomeni di turno che pensano di essere Goldrake o Superman. In ogni caso: questo Paese non si cambia contro il mondo del lavoro e senza il mondo del lavoro. Non consentiremo loro di portarci fuori dall'Europa".

"La lotta alla delinquenza organizzata, alla mafia, e' un tema centrale che deve unire. In un Paese diviso come il nostro, con grandi diseguaglianze, se ci pensate attualmente l'unico elemento che unisce davvero e' la presenza criminale al Nord come al Sud".

"Per questo ci vuole una battaglia vera - ha aggiunto Landini - che non guardi in faccia nessuno e che rompa le connivenze politiche che si sono determinate".

"Il premier Conte disse che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo, forse per lui ma non se n'e' accorto nessuno, anzi corriamo il rischio dell'infrazione con l'Europa, e' aumentata la poverta' relativa, non si e' ridotta la precarieta' e le diseguaglianze non si sono ridotte".

"Vorremmo dare un consiglio al presidente Conte, non usi gli utili della Cassa depositi e prestiti o della Banca d'Italia per far quadrare i conti, quei soldi devono servire per fare investimenti, per creare lavoro, per cambiare la politica economica di questo Paese".

"Al ministro Di Maio che dal balcone annuncio' che il governo con un provvedimento aveva cancellato la poverta', gli dovremmo far vedere che al contrario, non i sindacati, ma l'Istat nei giorni scorsi ha certificato che la poverta' purtroppo e' aumentata, sia quella relativa che il resto".

E ancora: "Ma il dato con cui fare i conti - ha aggiunto Landini - e' che oggi si e' poveri lavorando, per questo il problema e' che combattere la poverta' vuol dire affermare i diritti, vuol dire cambiare la politica economica".

"C'e' qualcuno che si chiede con chi stanno i sindacati. Premesso che non stiamo con gli imbecilli, noi stiamo con i lavoratori e le lavoratrici del Mezzogiorno e del resto del Paese". Lo ha detto il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, nel suo intervento alla manifestazione sul Sud a Reggio Calabria. "Approvano le leggi - ha aggiunto - e poi ci chiedono conto dei risultati che non vengono raggiunti. Ci propongono il salario minimo, che non e' comprensivo di tutte le voci che compongono il reddito in un Paese in cui il 30% del lavoro e' nero o non contrattualizzato. Ci propongono l'autonomia differenziata e di differenziata c'e' solo l'immondizia che affonda il Paese. Un Paese che si sta sbriciolando. Molte opere realizzate negli anni '70 devono essere rifatte o ristrutturate. L'unico ponte che non cade e' quello sullo Stretto di Messina, che non e' stato fatto". "Bisogna sbloccare i cantieri - ha detto ancora Barbagallo - per far lavorare gli edili ed i giovani, non come i navigator che saranno assunti come precari. Ci stanno chiedendo sacrifici e austerita', ma ci siamo impoveriti tutti e ogni volta che i sindacati chiedono qualcosa ci rispondono che non ci sono soldi. Si riempiono tutti la bocca di Mezzogiorno, ma di fatti concreti non c'e'' nulla. Noi continueremo a lottare. Se pensano di fermarci, e lo hanno pensato nel '72 con le bombe, non ci riusciranno. I sindacati devono restare uniti. Devono guardare avanti e dire al Paese che sono queste le forze sane dell'Italia".

"Se non ci convocano sono loro che vorranno che continuiamo le nostre lotte. Finora abbiamo fatto manifestazioni, d'ora in poi faremo scioperi. Cgil, Cisl e Uil devono stare assieme, unitari. Dobbiamo dire al Paese che queste sono le forze sane".

"I navigator che devono essere assunti, sono assunti come precari e dovrebbero offrire lavoro a tempo indeterminato agli altri? Solo nel nostro Paese si possono realizzare queste incongruenze" ha detto ancora Carmelo Barbagallo.

Alla manifestazione di Reggio Calabria anche la Whirlpool che ha partecipato con una delegazione di 100 lavoratori. "La vertenza - spiega il leader della Uilm Campania, Antonio Accurso - e' sempre piu' il simbolo di un paese che deve farsi rispettare e deve ripartire dal Sud e dalle sue eccellenze". Slogan nel corteo reggino "Napoli Non Molla", "gli accordi si rispettano". A nome della delegazione delle tute blu di Napoli e' intervenuta Italia Orofino lavoratrice Whirlpool: "Noi - ha detto la Orofino - non siamo una X, il sud non e' una X, non siamo da cancellare, ma da confermare...". E mentre interveniva dalla folta delegazione della Uilm Campania presente si e' alzato il grido "No Napoli No Whirlpool.

"Ora bisogna combattere e soprattutto lavorare per ricostruire un progetto di sviluppo del Paese, rimanendo vicini all'Italia che soffre e a quella che vuole crescere perche' consapevole del fatto che rimaniamo una grande potenza industriale e, come tale, bisognosa di politiche per la crescita". Lo ha detto Nicola Zingaretti a Reggio Calabria. "Nel decreto cosiddetto crescita - ha aggiunto - hanno inserito cose che un anno fa avevano cancellato. Questo perche' la loro caratteristica e' l'assenza totale di un'idea di sviluppo e di crescita. E noi come Pd siamo qui proprio per dire a questi lavoratori, ai pensionati, ai metalmeccanici e al pubblico impiego: grazie delle vostre lotte. Da qui ricostruiremo un progetto per salvare il Paese. Alle forze politiche, sociali, culturali e imprenditoriali che capiscono che cosi' non si puo' piu' andare avanti, diciamo: noi stiamo facendo la nostra parte, ora tocca a voi. Dobbiamo far capire che non ci sono solo Salvini e Di Maio ma c'e' un pezzo d'Italia che si organizza per voltare pagina".

"Bisogna dire basta al partito delle disuguaglianze. L'Italia deve essere difesa da Di Maio e Salvini che pensano solo ai loro partiti. Dai sindacati oggi viene un grande messaggio". Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti parlando con i giornalisti a Reggio Calabria nel corso della manifestazione sul Sud organizzati dai sindacati. "Negli ultimi mesi - ha aggiunto - Cgil, Cisl e Uil hanno dimostrato che si puo' riprendere una battaglia politica e una lotta, ma soprattutto che si puo' ricostruire l'alternativa che manca a questo Paese. Noi siamo qui esattamente per questo, per dare rappresentanza a chi ha capito che Di Maio e Salvini con i loro selfie hanno preso in giro gli italiani".

"No all'autonomia differenziata. Il Paese ha bisogno di essere unito e non diviso. Questo e' quello che chiede questa bellissima piazza. Sanita', welfare e trasporti moderni sono un diritto di tutti". Lo ha detto il segretario di Articolo Uno Roberto Speranza, che sta partecipando alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil in corso a Reggio Calabria. .